Lui: "è sempre più bella che intelligente"
Lei: "sono una donna che NON è a sua disposizione!"
Grande donna!
Nessuna persona di buon senso, ha le “fette di salame sugli occhi” per non riconoscere che uno Stato c.d. “democratico” debba, necessariamente, dotarsi di una legislatura che “regoli”, “amministri” i flussi migratori.
Non si può neppure pensare ad una soluzione facile, che si coniughi con il rispetto delle leggi nazionali ed internazionali … non esiste.
Ma il dibattito, il “logos” su cosa sia una politica dell’immigrazione in un Paese con migliaia di chilometri di coste, un penisola appunto, non è certo all’altezza del momento storico.
DDL SICUREZZA
Non possiamo più tacere, come donne e uomini e come credenti.
Che senso ha accostarsi ai Sacramenti, pregare per se, per i propri cari, per ogni donna, uomo, bambino/a, anziano, che condivide questo nostro passaggio terreno, pregare con le parole del “Padre Nostro”, Padre di ogni uomo, Padre misericordioso ….
Che senso ha pre-occuparsi della “missione”, dei “fratelli lontani”, rimanendo inermi, silenti di fronte a questo complesso di norme che offende la dignità degli esseri umani?
Come si può pensare nei termini descritti dalla legge, a persone vive, che amano, respirano, soffrono …
Un’umanità emarginata, depauperata, impoverita, calpestata, violentata, deprivata, una moltitudine di uomini e donne, e bambini e anziani sfruttati da un sistema liberistico che, ormai, sta chiaramente denunciando il suo completo fallimento?
Se davvero il nostro sentirci “figli di un unico Padre” nasce dal cuore, allora non abbiamo scuse, è ora di svegliarci!
Come?
Con pensiero scevro da paure,
con un’azione limpida,
con la convinzione di essere “chiamati a fare la nostra piccola parte”;
con la parola, il dialogo, il logos che ammorbidisce le posizioni e evita le frizioni;
con la convinzione che non possiamo più rimanere nell'ombra
Quando?
Ogni giorno;
- in famiglia;
- sul posto di lavoro;
- con gli amici;
- quando andiamo a fare la spesa;
- quando andiamo in vacanza;
- quando esprimiamo, nel rispetto dei principi democratici, il nostro voto elettorale.
tanti pensieri si affastellano nella mia mente in questo periodo. Pensieri che non trovano coagulo forse per l'eccessiva stanchezza e l'eccessivo impegno di questo momento.
Ma ora non posso e non riesco a tacere:
davanti alle immagini della terra d'Abruzzo ... alle storie delle persone, storie di umana drammaticità e storie di speranza, davanti alla devastazione naturale ... resa, sospetto, ancora più difficile da una politica del mattone totalmente irrispettosa dell'essere di questa nostra terra "ballerina" ... a forte rischio sismico, queste le considerazioni spicce, istintive:
1) l'Italia è Paese a rischio sismico, tutto, suddiviso in 4 zone, graduate a secondo della sismicità: quanto sono necessarie, indispensabili, sicure le "grandi opere"? (leggi: ponte sullo stretto di Messina), quanto possiamo permetterci in peso di arroganza e sfida verso la natura, per poi piangere in maniera ipocrita le vittime?
Ed ancora sul medesimo filone: quanto abbiamo necessità delle centrali nucleari, considerata la struttura del nostro territorio? Quanto non sarebbe più logico, assennato investire in energia pulita? ... noi che siamo il Paese del Sole?
(questi pensieri non affrontano la logica politico - economica e della massa di denaro sprecata ...)
2) i signori in camicia verde ... quelli che ce l'hanno duro (più che il pisello il cervello, nel senso che ormai è un pezzo di marmo privo di neuroni ...) e che stanno spingendo perchè i Referendum elettorali (qui) vengano proposti la domenica successiva alla tornata elettorale del 7/8 giugno (Elezioni Europee ed Amministrative), mossa politica per evitare il raggiungimento del quorum e mandare in fumo quattrocento milioni di euro, sì sì 400 milioni di euro?
Si meriterebbero una serie di insulti lunghi come i volumi di un'enciclopedia.
I 400 milioni di euro non solo servirebbero ora, in questo frangente, ma il loro spreco sarebbe comunque stato un insulto ad ogni singolo cittadino italiano, considerata la pesantissima congiuntura economica.
Osiamo danzare
Ha il cuor gonfio / la figlia del mio popolo;
il dolore sfilaccia / residui di speranza.
Rumori di guerra / minacciano / un sogno già frantumato,
ma nel frastuono / una parola nitida / ode / la figlia del mio popolo.
E' il sussurro delle genti / che da sempre / ritma i suoi passi.
L'eco ripete:
libertà
dignità
giustizia.
E lei, la figlia del o popolo / al suono del vento / e dell'eco lontano
inizia a danzare ...
omissis
Danza la vita,
danza la speranza
la figlia del mio popolo,
omissis
Il mondo / spettatore distratto, / ammutolisce / e incredulo
osserva / la danza / dell'Utopia ...
la nostra, / quella dei popoli stanchi / di attendere / albe nuove
E Dio / guarda danzare / al ritmo di canti / inediti /
questi suoi popoli / prediletti.
E si commuove.
Da Parole clandestine di Elisa Kidanè
Guerre
In onda domenica 8 marzo 2009 alle 21.30
Domani alle 21,30 con la sesta puntata dal titolo Guerre si conclude la prima stagione di Presadiretta, il nuovo programma di Riccardo Iacona e Francesca Barzini.
Locchio di Presadiretta è entrato a Gaza. In esclusiva le terribili immagini dellultimo conflitto. Dei 2 giorni di attacco di Israele si è parlato molto, ma non si è visto quasi niente: gli inviati di tutta l'informazione del mondo sono state esclusi . Una guerra in incognito. Israele ha sperimentato a Gaza nuove armi di cui non si conoscono ancora le terribili potenzialità? Ci saranno conseguenze indelebili per la popolazione civile?
Una troupe di Presadiretta è entrata nella striscia con un gruppo di volontari e di medici arrivati con i primi soccorsi. La cronaca del viaggio di Manolo Luppichini ci fa attraversare le macerie prodotte dai
giorni delloffensiva. Le telecamere mostrano le case carbonizzate dagli ordigni al fosforo, gli ospedali sventrati dalle bombe, sono accanto ai medici stremati dalla fatica, accanto alla sofferenza dei feriti, tra i
contadini e i pescatori presi di mira dai cecchini mentre cercano di lavorare. Un reportage che restituisce senza filtri gli orrori della guerra.
Giovanna Botteri incontra Donatella Rovera, lesperta di armi di Amnesty International a New York per presentare la sua denuncia sulle violazione dei diritti umani.
A Presadiretta un aggiornamento sulla incandescente situazione della guerra senza soluzioni: lAfghanistan dilaniato da anni dal conflitto che doveva riportare la pace. A sette anni dall inizio dellintervento della coalizione la situazione è fuori controllo. Si continua a morire e a combattere, gli attentati sono allordine del giorno, la popolazione civile allo stremo. In studio la testimonianza di Maurizio Cardi, un chirurgo di Emergency appena tornato dopo mesi di servizio allospedale di Lash Kargah, nella provincia di Helmand, nel sud del paese, vicino al confine con il Pakistan; lì si fronteggiano le milizie dei talebani e le truppe dellesercito regolare afgano appoggiate dai britannici.
Altre informazioni su
http://www.presadiretta.rai.it
--
Mailing list News dell'associazione PeaceLink.
QUATTRO COSE DA SAPERE
Dopo uno stupro, quando farete la denuncia, dovete sapere che succederà questo:
1 - Se lo stupro avverrà in casa vostra, se è stato vostro marito o il vostro fidanzato a stuprarvi e soprattutto se l'uomo che vi ha stuprato non è "straniero" sappiate che nessuno si occuperà di voi.
2 - Se lo stupro avverrà fuori casa e ne sarà responsabile un italiano sappiate che tutti vi diranno che un po' è colpa vostra, che ve la siete voluta e che avevate sicuramente un piano perverso per fare cattiverie al vostro stupratore.
3 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è un italiano ricordatevi che tutti cercheranno di giustificarlo: diranno che è depresso, malato, che è stato colto da un raptus o che era sotto l'effetto di strane droghe che lo hanno trasformato da potenziale candidato al premio nobel per il rispetto dei diritti umani a efferato criminale femminicida.
4 - Se lo stupro avviene fuori casa ed è uno straniero ricordatevi che a nessuno comunque importerà di voi. Tutti saranno felici di strumentalizzarvi per realizzare piani politici razzisti e fascisti contro tutti gli immigrati, le immigrate finanche i bambini e le bambine di etnie diverse dalla nostra.
Da:
http://femminismo-a-sud.noblogs.org
Alcuni Centri antiviolenza
http://www.women.it/centriantiviolenza/centri.htm
Ancora una volta ci chiedono che senso ha questa ricorrenza. Nessuno fa la stessa domanda per il 1°maggio, chissà perché. Incroci sbagliati del pensare simbolico?
Comunque, rievocando la tradizionale risposta delle donne che sarebbe carino rovesciare il valore evocativo sugli altri 364 giorni, invitiamoci a raccogliere le forze perché, appunto, il resto dell'anno sarà più difficile a causa dei pesi che si scaricano sulle spalle femminili soprattutto nei tempi di crisi: per tutti, perfino per alcune di noi, le donne sono l'ammortizzatore sociale "naturale". Già da tempo ragazze giovani si licenziano rinunciando a un lavoro precario che serve spesso a pagare una badante per il nonno con l'Alzheimer, senza sapere che la frustrazione sarà così grande da mettere a repentaglio gli equilibri familiari. Anche questa è violenza, come è violenza riconoscere la parità senza "differenza": ai tempi di Anna Maria Mozzoni si pretendeva l'uguale pagamento delle tasse senza ritenere uguale il voto; oggi si chiede il comune pensionamento anche se la carriera femminile è stata danneggiata dai ritardi dovuti ai compiti familiari addossati a un solo genere.
Ma in questi mesi del 2009 tutti i media hanno messo in rilievo la violenza sessuale, con due operazioni di denuncia scorretta: è ritornata la "donna-vittima" da tutelare (con le ronde pronte alla difesa delle "nostre" donne) e si calca la mano sullo straniero, come se non si sapesse che il maggior numero di violenze - pedofilia compresa - si scatena all'interno della famiglia. Accade così che la violenza è diventata il paradosso di una "violenza sulla violenza". Eppure sono passati davvero molti decenni da quando Freud ha insegnato la connessione fra le pulsioni di vita e di morte e le violenze. Perfino le donne che sono impegnate nei movimenti nonviolenti sanno quanta sia la fatica di trasmettere la testimonianza di genere ai maschi, capaci di rifiutare la guerra ma indifferenti alla responsabilità di rispettare i "no" delle loro compagne.
Nella catena dell'evoluzione l'uomo mantiene legami tutt'altro che deboli con il rapporto predatorio sui corpi femminili e il diritto patriarcale di proprietà sulla famiglia: il controllo sulla libertà altrui, la mancanza di rispetto per la dignità femminile, il sesso espresso come sopraffazione genitale, la reazione violenta verso chi uno dice di amare non solo sono intollerabili in un regime di civiltà, ma sono un limite a nominare la pace. La pace per porre termine ai conflitti, la pace sociale, la pace familiare reclamano la nonviolenza totale, quella che nasce dal sopprimere l'ideologia dell' "amico/nemico" istintivamente radicata nei rapporti detti d'amore che possono uccidere nel corpo e, con lo stupro (ripeto: anche domestico e coniugale), nell'anima.
di Giancarla Codrignani da Mosaico di Pace
siamo il Paese del SOLE 
gli Italiani si sono espressi con esito NEGATIVO al referendum ... ma allora che "popolo sovrano" è?
FEBBRAIO 2009
Un'Italia al sapor... di nucleare
A cura di Angelo Baracca
Il genere umano potrebbe essere destinato
a scomparire su questo pianeta
in tempi enormemente minori di quelli
delle altre specie, per effetto delle sue capacità superiori,
con cui ha dichiarato guerra alla natura.
Sommario:
Una minaccia sempre più reale
Il progetto di ampliamento del nucleare civile è alle porte.
Urge sapere, conoscere, capire perché parliamo di un vero e proprio pericolo.
Angelo Baracca
Generazione nucleare
Tutto ciò che c’è da sapere sugli effetti devastanti per l’ambiente e gli alti costi dell’energia nucleare.
Giorgio Ferrari
La posta in gioco
Il rilancio del nucleare è guerra dichiarata alla natura, alle risorse necessarie per tutti, alla sopravvivenza dello stesso genere umano.
Angelo Baracca
Ci riprovano ancora
I siti nucleari restano “impossibili”: eppure si ripercorrono le stesse strade di trent’anni fa e si ripropongono le stesse zone di allora, in assenza di una valutazione di impatto ambientale.
Virginio Bettini
Alla ricerca di nuovi reattori
Nucleare, nuove tecnologie, vecchie problematiche: dalla sicurezza alla non proliferazione.
Il ventaglio dei problemi irrisolti.
Leonardo Marotta
Sognando la società solare
Le energie rinnovabili sono un’ottima alternativa: efficace e non inquinante, capace di rispondere alle esigenze e ai consumi del mondo d’oggi. Una strada tutta da esplorare.
Giorgio Nebbia
Note:
I testi integrali del dossier non sono disponibili on line.
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